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Mar

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3 consigli bizzarri per fotografare la primavera

Per chi ama la fotografia è tornato (ammesso che sia mai passato) il momento di scattare foto all’aria aperta.

Infatti questo è il periodo in cui sì, sono aumentate le ore di luce, ma ci sono anche più sfumature di luce naturale all’interno della stessa breve fascia oraria. Questo fenomeno avrà il suo picco verso metà giugno; poi, una volta entrati nel pieno della bella stagione la luce intensa la farà da padrone ma lascerà meno possibilità di sperimentare e ‘giocare’ con le rifrazioni naturali nell’arco della stessa mattinata o dello stesso pomeriggio.

Ma vediamo insieme 3 trucchi per rendere uniche le tue foto della primavera e far sì che non siano sempre uguali a quelle di un anno fa e far sì che si differenzino da quelle degli altri.

#1 – Cambio di prospettiva

Hai mai pensato a quanto possano sembrare diversi gli stessi paesaggi da due angolazioni diverse? Certamente sì, ci hai pensato. Bene, ora quando sei di fronte ad un campo di papaveri o margherite da immortalare prova a pensare a quale sarebbe una prospettiva a tuo avviso inedita o comunque in grado di creare un effetto valorizzante per il paesaggio che stai ammirando.
Ad esempio, uno scatto da posizione sopraelevata di pochi metri è il miglior modo per valorizzare più livelli di colore presenti nelle zone di mare e campagna in aree pianeggianti (come in molte zone della Puglia e della Sicilia).
Un treppiedi o, meglio, un palo telescopico che si possa estendere per 3-5 metri sarebbe l’ideale in questi casi.
Anche le inquadrature dal basso possono dare effetti inediti: un fiore dallo stelo lungo inquadrato dal basso, con il cielo come sfondo e, se hai pazienza e ti posizioni nel giusto momento della giornata, un volo di rondini, racconta la primavera da una prospettiva nuova.

Polignanopapavero

#2 – Punti di vista ‘totalmente nuovi’

Spesso si scattano foto dal punto di vista di un essere umano (ovviamente). Ma come vede e inquadra la primavera un animale? Che cosa vede e cerca nel paesaggio primaverile un passero o una rondine?
Chieditelo mettendoti nelle piume e nelle zampe di un qualunque animale e cerca il suo punto di vista (tra le fronde o ai piedi di un albero). Quando lo fai pensa anche che forse un passero non cerca dalla primavera le stesse cose che cerchi tu (fiori, colori, bellezza). Forse cerca la terra, i lombrichi, le zone umide, i piccoli rivoli di acqua. Sarà un esperimento e un’esperienza interessante e ‘straniante’ che ti porterà per un po’ lontano dal tuo essere umano. E ogni tanto ci vuole.

palo telescopico wild life

#3 – Stupisci(ti) e scandalizza(ti)

A che cosa associ la primavera? Ai colori, al risveglio, alla natura e all’armonia? Bene, prova a stupirti e ribaltare quest’idea semiotica e creane una nuova, veritiera ma inedita.
Che cosa ha in sé la primavera, che stride con la sua immagine più diffusa nell’immaginario di tutti?
I rapaci, la stagione della caccia, il senso di sonno e spossatezza, l’accoppiamento, il vento ancora freddo nonostante la maggiore presenza del sole? Bene, fai sì che queste dicotomie diventino l’oggetto del tuo shooting.
Certo, impiegherai più tempo per pensare e pianificare gli scatti e c’è il rischio oggettivo che in pochi li capiscano (e spiegare uno scatto è frustrante come spiegare una barzelletta). Ma è un ottimo esercizio creativo che parte da una cosa ‘banale’ come la primavera e ti aiuta a sviscerare la realtà nei suoi aspetti più inediti.

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Alla lunga per la tua attività di fotografo, la capacità di scandalizzare e scandalizzarti ti sarà di aiuto.

 

 

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