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Nov

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Indiana Jones e il drone maledetto (o benedetto). 3 applicazioni per mappare

3 sperimentazioni già in atto nel mondo della mappatura  hi-tech.

La mappatura è una delle attività attualmente più gettonate tra chi si avvicina al mondo della dronotica. Per motivi che abbiamo di recente illustrato, la tecnologia affiancabile agli utilizzi dei multicotteri, dall’infrarosso alla telecamera di precisione, alle più moderne versioni di programmi per rilievi in 3D come Menci aps e Pix4d,  accompagnano e vengono accompagnate dai velivoli a pilotaggio remoto per rendere la mappatura una scienza sempre più esatta. 

Vediamo insieme 3 esempi di sperimentazioni già in atto, che uniscono mappature e dronotica.

Ricerca dell’amianto

Sia nel territorio di Roma, che in Piemonte, l’ARPA ha iniziato ad utilizzare i droni per il monitoraggio dell’amianto. Nel primo caso, per rilevare le tracce di eternit sulle abitazioni, nel caso piemontese, per cave sospette in un sito produttivo dismesso di Salussola, in provincia di Biella.
I test ottenuti dal volo dei droni verranno confrontati con quelli ottenuti dai metodi più tradizionali al fine di permettere all’agenzia regionale di scegliere il metodo più preciso e affidabile.

Agricoltura intelligente

Le attività agricole non sono novizie per quanto riguarda le innovazioni: gli agronomi e gli agricoltori di ultima generazione già conoscono bene i nuovi spandiconcime o i sistemi idrici a rateo variabile, solo per fare due esempi. La dronotica e i sistemi GPS sono perfettamente affiancabili a queste tecnologie, consentendo un risparmio e razionamenti nei concimi e nelle risorse idriche pari o superiori al 30%. Un esperimento simile con ottimi risultati è stato fatto da 12 aziende di Pomi, uniti in un consorzio tra Piacenza, Parma e Cremona per un totale di oltre 150 ettari.
Per capire l’entità del fenomeno, basti pensare che gli Stati Uniti contano di utilizzare nei prossimi anni l’80% dei droni civili per l’agricoltura.

Studio del sottosuolo

Stefano Campana, direttore scientifico di Ats – Archeo Tech and Survey – di Siena, società che si occupa di servizi tecnologici per i beni culturali, facendo un veloce excursus dell’iter per iniziare uno scavo edilizio per opere urbane di qualunque tipo (relazione generica, ricognizioni, partenza dei lavori con tanto di ruspe e… sorpresa! Un sito archeologico, e blocco dei lavori) ha notato quanto l’utilizzo dei moderni sistemi per le rilevazioni del sottosuolo siano una rivoluzione già in atto di cui spesso le sovrintendenze non approfittano. Attraverso la documentazione 3D di scavi archeologici tramite l’uso di droni, con l’ausilio di magnetometri e altre tecnologie di precisione, è possibile mettere in atto una serie di metodologie non invasive per l’archeologia preventiva e salvare risorse economiche pubbliche e siti archeologici.

Non cambia solo l’identikit dei nonni contadini, che oggi diventano esperti digitali, ma anche quello dei nuovi Indiana Jones, che non potranno più fare a meno di un tablet, un portatile e un multicottero.
E non è strano né buffo, dal momento che gli eroi avventurieri di oggi sono anche coloro che combattono contro l’amianto, lo spreco idrico e lo sfruttamento ambientale, la distruzione del patrimonio culturale.

 

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