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03
Lug

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3 miti da sfatare sui droni

Alcuni luoghi comuni e (comprensibili) paure sui droni, che vogliamo sfatare

Di droni si sente molto parlare ormai. Se ne legge sul web, nelle newsletter dei corpi militari, nei rotocalchi di tecnologia e IT.
La cosa non stupisce, dal momento che come abbiamo visto in diversi articoli precedenti, hanno tantissimi campi di applicazione che proliferano di giorno in giorno, man mano che vengono implementate e raffinate tutte le componenti.

Tuttavia informarsi bene non è facile e molti non addetti ai lavori sono un po’ spaventati da questa nuova tecnologia.
Con questo articolo cercheremo di accompagnarti attraverso alcuni luoghi comuni e informazioni parziali relative agli APR, nel tentativo di sfatarli insieme.

I droni saranno ovunque…

Ho sentito dire frasi del tipo ‘C’è da scommetterlo, tra non molto saremo sormontati e sorvolati da sciami di rumorosi droni, messi in mano a ragazzini che giocheranno con questi arnesi’.
Questa ipotesi è molto poco probabile. Il dubbio nasce probabilmente dalla maneggevolezza ed econmicità di alcuni quadricotteri, che sembrano dei piccoli giocattoli ad alta tecnologia. In verità le recenti normative ENAC hanno ratificato proprio che i droni non sono dei giochi di nuova generazione e che per pilotarli bisogna avere un patentino e rispettare scrupolosissime regole. Non solo: per il possesso e l’utilizzo degli APR serviranno anche auto certificazioni, l’iscrizione ad un registro nazionale per i droni che superano i 25 chili e la stipula di un’assicurazione. Diciamo che i ragazzini hobbisti e i loro genitori preferiranno come regalo un altro gioco della play station.

Sono pericolosi… moriremo tutti!

Altra percezione condivisa, connessa alla prima appena sfatata, è il pericolo di vedersi piombare addosso un drone fuori controllo, da un momento all’altro. Per quanto la sfortuna possa essere sempre dietro l’angolo per tutti, purtroppo, la probabilità non è affatto da prendere in considerazione: infatti sempre grazie a quanto stabilito dalle norme dell’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile , le restrizioni per pilotare un drone su posti affollati saranno ancora maggiori tanto che queste operazioni saranno consentite solo per esperti e addetti ai lavori. Ad esempio, sarà possibile per la Protezione Civile far volare un drone su zone abitate se e quando sottoposte a rischio sismico o di altri disastri ambientali. Oppure sarà possibile per la Polizia di Stato e per la Guardia di Finanza controllare aree abitate a rischio di contaminazione abusiva, come sarebbe potuto e dovuto avvenire nella sfortunata terra dei fuochi.

 

I Droni? Ma non sono quelle cose usate per i bombardamenti?

Vero solo in minima parte. I droni nascono per scopi bellici, con sperimentali tentativi già nella Seconda Guerra Mondiale, per essere poi perfezionati e utilizzati nella prima guerra in Afganistan. In realtà la tecnologia degli APR si è evoluta molto velocemente anche in campo civile, arrivando ad aiutare le popolazioni colpite da calamità naturali, permettendo una concimazione più ecologica nei grandi terreni agricoli e consentendo di mappare, monitorare e salvare specie di animali in via di estinzione.

I droni sono, semplicemente, uno dei tanti frutti del genio umano. Come lo sono i loro campi di applicazione e le norme create per regolarne l’uso.
Ti ricordi la storia di Frankenstein? Per riassumerla, si trattava di un’ ‘invenzione’ buona, che ha ricevuto una cattiva educazione ed un pessimo utilizzo, per via della paura che ha generato… e anche un po’ dell’ignoranza.
Il buon senso è un’altra meravigliosa invenzione della nostra specie. Proteggiamola sempre e a prescindere.

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