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17
Mar

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3 modi concreti per nutrire il pianeta

Come può la tecnologia aiutare concretamente a ‘nutrire il pianeta’? Ecco tre innovazioni

Si fa presto  a dire cibo bio, alimentazione sana, produzione etica.
Si fa presto a parlare di ‘nutrire il pianeta’ e a creare un grande evento mondiale che ne parli, ma…

La verità tangibile è che ad oggi i messaggi che vengono dall’industria alimentare sono bipolari, schizofrenici, pieni di contraddizioni inspiegabili.

Come si fa a nutrire un pianeta in costante aumento demografico se i metodi produttivi non cambiano e se non si cerca concretamente di convincere il consumatore a consumare meno e meglio?
Davvero basta mettere in un panino una carne italiana per rendere più benefico per la società e per l’economia quel panino? Anche se la carne è prodotta sfruttando terra e suolo in modo insostenibile (ormai da decadi)?

E poi, davvero basta mangiare più verdura e assecondare la tanto santificata dieta mediterranea per ovviare all’incidenza tumorale proveniente dal cibo? Anche se non siamo in grado di seguire la stagionalità dei prodotti agricoli e questi vengono nutriti con quantitativi di diserbanti altamente tossici?

L’industria agro alimentare deve forse prendersi la responsabilità di andare oltre le mode del momento e determinare nuove tendenze e cambiamenti, tra cui la necessità assoluta di modificare i metodi produttivi e di consumo, rendendoli non solo più equi ma anche più sani.

La tecnologia può essere di aiuto in questo processo e spesso l’investimento economico necessario è irrisorio rispetto al cambio di atteggiamento culturale che è alla vera base del problema.

Ecco tre esempi di tecnologie che possono fattivamente modificare in meglio la produzione alimentare (se ben accompagnate da un cambiamento mentale di produttori e consumatori).

1 – Utilizzo di droni in agricoltura

Non potevamo non porre come primo esempio che l’oggetto tecnologico che noi di aerialclick conosciamo meglio nelle sue innumerevoli potenzialità in ogni settore. Uno di questi, è il settore agricolo.
Nella normativa internazionale i terreni agricoli vengono considerati aree non critiche , quindi già in partenza l’agricoltura è un settore in cui la dronotica potrà più facilmente e velocemente sperimentare ed implementare nuove sperimentazioni.

Con un drone riconosciuto e un pilora SAPR in grado di utilizzare i programmi di mappatura in 3D è già possibile infatti mappare in poche ore ettari di terreno e rilevare grazie a telecamere speciali quali aree sono a rischio infezioni, quali necessitano di una irrigazione mirata, quali parti di raccolto sono colpiti da parassiti che potrebbero contaminare il resto della produzione.
I fattori concreti di mutamento rispetto al presente sono molteplici:

  • Minore utilizzo di risorse idriche, potendo intervenire in maniera mirata sulle aree che più necessitano di acqua
  • Minore utilizzo di diserbanti, potendo intervenire non più a pioggia ma in modo mirato
  • Possibilità di aiutare anche la micro agricoltura grazie ai costi contenuti di queste operazioni, finalmente non più alla portata solo di grandi gruppi industriali del settore agro alimentare

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2 – Software per il monitoraggio della terra in tempo reale

Ormai lo sappiamo, non c’è da stupirsi. I nuovi agricoltori hanno tra i loro strumenti, insieme agli antichi attrezzi e alle tecniche acquisite dal passato, anche tablet, cellulare e portatile.
Su questi è possibile oggi installare software e App atti al controllo e al monitoraggio in tempo reale del terreno, dell’aria e dei prodotti, così da rilevare i parametri ambientali (ad esempio umidità, temperatura del suolo e stima della quantità di acqua su un terreno).
In pratica queste tecnologie fanno sì che dei sensori a livello locale permettono di monitorare le attività all’interno di una serra e di raccogliere tutti dati necessari, che analizzati poi dal software portano a risultati direttamente utilizzabili dall’agricoltore.
Un ottimo esempio di questo tipo di tecnologia è 
 Smart Ground, che consente tra l’altro di raccogliere e aggregare i dati di più agricoltori, magari raccolti in una community. In questo modo si possono ottenere importanti economie di scala, senza contare i vantaggi che ne potranno derivare nel rapporto con l’ambiente locale. Un bellissimo esempio di come la tecnologia possa non solo migliorare delle modalità produttive ma anche condurre al riappropriarsi di uno spazio contingente, di interesse per più individui di una realtà reale e non solo virtuale.

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3 – Credito ai piccoli agricoltori

La tecnologia finalmente aiuta anche nell’accesso al credito e micro credito dei piccoli agricoltori di tutti i paesi. Ci sono inoltre dei sistemi che consentono a questi ultimi di diventare protagonisti del mercato anche nelle trattative dirette con i clienti di tutto il mondo. Un esempio è il sistema Farmer2buyers, presentato all’ultima la conferenza internazionaleFin4Ag, che ha permesso a 250 agricoltori ugandesi di interagire direttamente con gli acquirenti ai prezzi di mercato, senza le contrattazioni intermediarie che sono del tutto svantaggiose per i produttori.
Sempre la stessa società, la Ensibuuko, ha sperimentato anche il sistema MOBIS, che consente agli agricoltori iscritti (gratuitamente) alla sua community di accedere a piccoli finanziamenti abbattendo la burocrazia. Il sistema on line, infatti, si fa garante dell’impresa che chiede micro-credito, a seguito di una convenzione con le banche di riferimento.

Un’economia più etica e più pulita fa bene al consumatore ma anche all’industria. Quindi è bene che sia da queste due categorie complementari che nasca e venga incentivato il cambiamento. Un passo alla volta, certo, ma che siano passi svelti.

 

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