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07
Ott

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4 stagioni e un palo telescopico

Come è possibile valorizzare le caratteristiche dei paesaggi delle quattro stagioni con un palo telescopico?

Ogni fotografo, professionista o amatore, sa che ogni stagione ha delle caratteristiche cromatiche da valorizzare e spesso questo viene fatto attraverso l’uso di filtri, faretti o in post produzione.

Altro elemento dell’ABC delle nozioni di ogni fotografo, è che una prospettiva elevata o un piano di appoggio alto possono dare grande potenziale espressivo alle nostre foto, tanto più se esse hanno come oggetto un paesaggio o una panoramica.

Ma ci sono dei piccoli trucchi che possono essere utilizzati da chi possiede un palo telescopico per dare maggiore enfasi ai colori e ad alcune caratteristiche tipiche di ogni stagione, anche senza l’uso di filtri e che vanno oltre la semplice posizione a 5 metri di altezza. Vediamole insieme:

1 – Primavera

Le gemme sugli alberi e i prati in fiore sono tra i primi elementi che contraddistinguono la natura che si risveglia. Posizionare il proprio palo telescopico ad un’altezza tale da consentire alla macchina fotografica di essere tra le fronde con le prime gemme può essere un’idea per far vedere la primavera… dalla prospettiva degli alberi.
Che il fuoco sia su un fiore appena sbocciato o che quest’ultimo sia sfuocato in primo piano e scegliere di dare nitidezza al prato sottostante, creeremo una nuova prospettiva ‘straniante’.
Se approfitti delle prime ore del mattino, l’area più leggera ti consentirà anche di giocare meglio con i colori e con le sfumature chiare. Inoltre, data la possibilità di posizionare la macchina fotografica molto vicina alle foglie, eventuali gocce di brina possono restare in primissimo piano con i loro riflessi specchianti anche senza l’utilizzo di un obiettivo specifico per la modalità macro.

2 – Estate

campo di grano palo telescopicoGli elementi caratterizzanti della natura mediterranea estiva sono i campi di grano e il mare cristallino.
Le note di colore che il mare dona alla fotografia nelle fasi calanti del sole virano sul rosso; estendendo al massimo il nostro palo telescopico potremo catturare meglio la rifrazione dei raggi sulla superficie dell’acqua riscaldando ancora di più la temperatura dell’immagine senza post produzione.
Per i terreni coltivati è meglio scegliere le ore più calde del mattino, verso mezzogiorno: se il soggetto è quello di un campo di grano o di papaveri, accertatevi che la linea dell’orizzonte sia ‘pulita’ e regolare: infatti i colori molto chiari del cielo estivo e del campo devono essere ben separati e netti.

3 – Autunno

www.oprisco.com
www.oprisco.com

Pochi paesaggi sono ricchi di poesie e ispirazione come quello dato dai colori accesi delle foglie autunnali. Anche in questo caso, con un palo telescopico è possibile cambiare la prospettiva posizionando l’occhio tra le fronde. Ad esempio, una persona che legge un libro ai piedi di un albero con le foglie rosse e gialle che le cadono intorno risulterà diversa se vista attraverso i rami semi spogli, mentre le foglie cadono, con l’obiettivo in posizione verticale. Per questo tipo di scatto, applicare in cima al palo telescopico una testina snodabile aumenta la possibilità di fare scatti sfruttando la verticalità completa, senza dover reclinare il palo, quindi senza diminuire l’altezza.

4 – Inverno

Il mare è un ottimo soggetto anche in inverno. Il senso del freddo viene dato con forza e vigore da un mare mosso, tanto più se inquadrato da una posizione privilegiata come quella aerea. Dall’alto di una scogliera, ad esempio, la risacca e la spuma di mare al momento di massima estensione sulla superficie dell’acqua, possono suggerire l’idea di un campo innevato.

Zummando sulla superficie dell’acqua in verticalità totale mentre gocce di acqua (o ancor meglio neve) cadono sulla superficie agitata, creerà un effetto dicotomico molto forte.
Suggerimento tecnico: Se il vento è forte, accertatevi di posizionare bene e tener fermo il piede del palo. Anche in questo caso, una testina snodabile è di aiuto per gestire meglio il palo in altezza, non piegandolo troppo e diminuendo eventuali squilibri e movimenti.

Ovviamente, in questo caso come in tutti gli altri, la fantasia è la guida di tutto. Esagerate, create paesaggi anche surreali giocando con i soggetti e con le inquadrature: capirete che si può anche fare a meno della post-produzione, come nel caso del fotografo Opriscoche ha saputo creare set incredibili per foto originalissime, usando la luce, la nebbia, il paesaggio e i suoi colori e… une vecchia reflex analogica degli anni ’60.

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