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03
Giu

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Cercasi dronisti per combattere gli incendi (in tutto il mondo).

Monitoraggio, prevenzione, spegnimento. Ecco come da quest’estate i droni(e gli operatori SAPR) potranno essere utili nelle emergenze incendi di tutto il mondo.

Anche se per chi vive in Italia può sembrare in questo momento difficile da pensare, la verità è che questa sarà un’estate molto calda anche nell’emisfero boreale, dopo quella caldissima che si lascia alle spalle l’emisfero australe.

Eppure è proprio così, è in arrivo un’estate caldissima e questa non è una buona notizia, indipendentemente da come la vedano le persone che amano il caldo e l’estate.

Il punto è che un’estate con temperature che spesso supereranno i 42-43 gradi è, ovviamente, foriera della piaga annuale degli incendi, dolosi e non, che periodicamente distruggono ettari di foreste, compromettendone (a volte in maniera definitiva) ecosistemi e resilienza.

Tra i metodi studiati per ridurre il rischio e/o i danno di questa piaga, ci sono, ovviamente, i droni, nuovo baluardo e speranza per la protezione civile e le guardie forestali di nazioni come Italia, Usa, Australia, Centro e Sud America, diversi stati dell’Africa, Nuova Zelanda.

Come ha detto Luciano Castro organizzatore di Roma Drone Expo & Show che ha avuto luogo lo scorso mese di maggio, se fino ad ora i droni sono stati utilizzati dalla Guardia Forestale per lo più per effettuare rilievi e indagini DOPO gli incendi e il loro spegnimento, ora si stanno mettendo in pratica i primi sistemi basati sulla dronotica per il controllo e la prevenzione.

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Che cosa avveniva fino ad oggi?

Sino ad oggi il protocollo di segnalazione ed intervento funzionava così: l’incendio veniva segnalato da terra attraverso la compilazione di un’apposita scheda.

Quindi il centro di coordinamento con base a Roma decideva in merito all’utilizzo di Canadair sulla base di questi dati.

Questo sistema presenta 3 principali problemi:

  • In primis, esso non sempre può restituire le esatte caratteristiche dell’incendio e la sua precisa localizzazione, anche stando alla velocità con cui gli incendi purtroppo si diffondono e modificano in zone molto ventilate;
  • Il secondo e conseguente problema è di tipo operativo, perché talvolta l’utilizzo di Canadair  è spropositato per incendi che, se presi tempestivamente, potrebbero essere estinti da terra, mentre altre volte il numero di Canadair inviati è inferiore alle necessità, con conseguente perdita di tempo prezioso nella richiesta di ulteriori mezzi;
  • Infine un problema di tipo economico, dal momento che un Canadair costa circa 4000 euro per una sola ora di volo.

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Come cambiano le modalità operative con i droni?

Il cambiamento portato dall’uso dei droni, come accade in molti altri ambiti, rivoluziona del tutto la modalità operativa.

Infatti i droni possono pattugliare quotidianamente le aree a rischio, negli orari e nei giorni di maggiore incidenza. Questo al fine di individuare un incendio sul nascere e trasferire, grazie alla telecamera, messaggi immediati, dettagliati e tempestivi (praticamente in tempo reale) alla sala operativa, al fine di decidere qual è il metodo più efficiente ed efficace per intervenire.

Un volo di drone ad ala rotante, adatti per un impiego di questo tipo, oltre a coprire 50 ettari per un’ora di volo a costi bassissimi rispetto agli altri vecchi sistemi, ha anche l’utilità di controllare aree protette, le aree prese di mira dalle organizzazioni criminali e le aree vicine a zone di interesse edilizio, essendo questi ultimi due elementi spesso alla base di pratiche dolose connesse alla malavita e ad interessi economici.

In Italia questo utilizzo andrà di pari passo e parallelamente all’uso dei droni per la lotta alla malavita. 

uomo che appicca incendio

Tutto questo grazie a tutto ciò che compone i droni per uso tecnico, come le telecamere termiche (come nel caso di thermex), i sistemi di rilevamento degli spettri fotogrammetrici e, non da ultima, la concreta e già pianificata possibilità di monitorare capillarmente tutti i territori boschivi nazionali con le videocamere ad infrarossi,grazie alla cooperazione di dronisti e tecnici del settore, coordinati dalla Protezione Civile o dei Vigili del Fuoco.

Corsi-Sapr

La soluzione del Nord America

Parte dal Nord America anche un’altra iniziativa e tecnica per il controllo delle aree boschive a rischio incendi: Gli incendi pilotati e creati dai droni stessi.

Dopo l’emergenza del Canada degli ultimi giorni, lo stato ha ideato la pratica di accendere volontariamente degli incendi controllati in apposite aree. Il servizio forestale nazionale di fatto prescrive periodicamente la creazione di piccoli incendi controllati, calendarizzati in alcuni stati, allo scopo di bruciare le piccole aree che sarebbero altrimenti a rischio di grandi incendi, di difficile controllo.

Gli operatori che svolgono questa attività sono costantemente ad alto rischio infortunio, per cui lo stato del Nebraska sta sperimentando l’uso dei droni per appiccare questi fuochi preventivi.
I droni utilizzati non sono macchine specifiche ma comuni droni professionali, si cui vengono installati un tubo e un sistema di rilascio per piccole sfere iniettate con un composto chimico che, pochi secondi dopo, fa in modo che prendano fuoco.

Restiamo ancora scettici sul fatto che questo sistema possa svilupparsi ed essere effettivamente utile anche in Europa e soprattutto in Italia, dove gli incendi sono per lo più dolosi e non casuali.

La sola cosa certa è che a breve la Protezione Civile e il suo corrispettivo in tutti gli stati del mondo avranno bisogno di reti locali fisse e affidabili di Operatori SAPR, per controllare e fermare in maniera finalmente efficace la distruzione di interi patrimoni boschivi.

 

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