contatore accessi web

16
Set

0

Come fare foto aeree? Ecco 4 trucchi.

 Come fanno i fotografi più famosi a produrre scatti aerei indimenticabili? Esistono 4 trucchi da tenere a mente! Vediamoli insieme.

La fotografia aerea era sino a qualche anno fa una ‘chicca’ per pochi: sia sul piano dell’utilizzo tecnico da parte di architetti e ingegneri, che per i fotografi, essa si affidava ad attrezzature complesse, pesanti e costose come gru, crane, elicotteri.

Oggi sappiamo che non è più così. Molti fotografi con un proprio studio hanno acquistato macchinari e attrezzature più semplici da usare e più economiche rispetto al passato con le quali ci si può sbizzarrire in nuove trovate e ‘voli pindarici’ (con i droni è proprio il caso di dirlo) della creatività.

Ma nel concreto, come si fanno le fotografie aeree?
Quali sono i trucchi usati dai più famosi fotografi per avere scatti sensazionali, tali da diventare persino copertine di magazine e cartelli pubblicitari?

Vediamolo insieme in 4 punti.

 1 – Il giusto momento del giorno

Forse non tutti lo sanno, ma esiste un momento ottimale della giornata per effettuare la maggior parte delle foto aeree.
Si tratta delle ore del mattino, dalle 06.30 sino alle 12.00.
Perché?
Perché l’aria è più pulita e ‘leggera’ e se utilizzate strumenti come droni, aerei e persino piccoli elicotteri questi avranno meno attrito e sobbalzeranno di meno.

Certo, se il vostro soggetto sono i bambini che vanno a scuola nella Pianura padana, in piena nebbia mattutina, potreste avere qualche problema.

Sono di certo di meno i problemi inerenti l’aria se lo scatto avviene attraverso l’uso di un Palo Telescopico; questi sono tanto leggeri quando stabili e per quanto consentano una portata minore, permettono di lavorare con tempi di otturazione anche bassi, sempre per via del peso dell’aria, al contrario degli scatti a bordo di piccoli velivoli.

2 – Il giusto momento… del soggetto

trebbia - Jim RichardsonCome dice il fotografo della National Geographic Jim Richardson, autore della foto qui di fianco, il bravo fotografo tanto più se di fotografia aerea, deve saper attendere il momento giusto. Non solo del giorno né per il fotografo, ma per il soggetto.
Che si scatti dall’alto di una scalinata per riprendere una coppia di sposi, che si voglia ritrarre il panorama dalla vetta di una collina o, come nel caso di Richardson, una trebbiatrice da piccolo modello radiocomandato, bisogna tener conto dei movimenti e delle caratteristiche del soggetto e affidarsi il meno possibile alla fortuna, calcolando cosa si vuole ritrarre e quando.
Nell’immortalare questa trebbiatrice perfettamente in linea perpendicolare con il suo aeromobile a pilotaggio remoto, il fotografo ha calcolato il tempo di percorrenza dall’inizio del campo sino al punto in cui la macchina era perpendicolare e in attesa del click.

Ovviamente, nel caso di foto scattate con un drone, aliante o piccolo aereo, è molto importante saper ben pilotare la macchina e averne il controllo pieno.

3 – La giusta posizione

Come accennato, la fotografia aerea si differenzia anzitutto per la portata del punto dello scatto. Questo elemento è di particolare pertinenza con lo strumento utilizzato (drone, elicotttero, palo ecc).
Ma dal soggetto scelto e dall’effetto finale che vogliamo trasmettere, invece, dipende strettamente l’angolatura dello scatto. Prendiamo ad esempio le foto panoramiche di interi territori effettuate da un elicottero o attraverso l’uso di un drone. Se l’effetto che vogliamo dare è quello di uno ‘sguardo fuori da un finestrino’, se vogliamo mettere in risalto le ombre degli alberi o la pendenza di canne di bambù, abbiamo bisogno di una configurazione obliqua. Ma se il nostro scopo è quello di costruire mappe di un territorio avremo bisogno di uno scatto a configurazione verticale.

Importantissimo è chiedersi sempre ed essere consapevoli quindi non solo di quello che vogliamo riprendere ma anche dell’effetto e dell’utilizzo finale del nostro scatto, perché un soggetto può fungere per vari scopi.

4 – La giusta faccia tosta e un bel sorriso

La fotografia è anche un lavoro di sguardi e pubbliche relazioni. Perché? Semplice! Provate ad immaginare di essere ad un concerto. Niente pali telescopici o droni. Come fare per scattare una panoramica della bolgia festante? La risposta la conoscono bene i fotografi di vecchia data (e di vecchia scuola) che almeno una volta si sono avvicinati alla vecchietta affacciata al balcone per chiedere di salire a fare una foto dalla sua posizione privilegiata.
In molti casi si sono sentiti, dire di no. In alcuni casi hanno provocato risse e hanno visto l’arrivo della polizia, soprattutto se al ‘no’ della vecchietta si sono arrampicati su un’inferriata del terrazzo di fianco.
In altri casi si sono visti dire di sì. In tutti e tre i casi, meglio mettere in tasca la migliore faccia tosta e il miglior sorriso da portarsi dientro.

Poi ci sono anche i giusti strumenti da usare, ma ne parleremo approfonditamente nel prossimo articolo.

Stay tuned.

 

 

No Comments

Reply

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi