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Come fare ispezioni termografiche perfette: 4 trucchi per non sbagliare

Non molto tempo fa abbiamo detto qualcosa in più sulle innovazioni che la dronotica ha apportato al mondo delle ispezioni termografiche (diminuiscono i tempi, i costi e il grado di pericolosità).

Dopo aver spiegato anche come avvengono nel dettaglio queste operazioni e in quali settori sono assolutamente fondamentali, oggi cercheremo di dare alcuni consigli su come fare un lavoro di ispezione eccellente.

Alcune delle dritte che stiamo per dare possono apparire come un modo per ‘complicare’ il lavoro, ma non farti ingannare: per un lavoro delicato e di dettaglio nonché di incredibile utilità come il lavoro di ispezione termografica, sono necessarie delle piccole accortezze (più di qualcuna) che renderanno il lavoro più preciso e quindi più utile al suo scopo finale.

Per effettuare ispezioni termografiche è necessario il patentino e il riconoscimento del proprio drone, e rientra tra le cose che sono un Operatore/Operatrice SAPR può fare quindi chi le pratica di certo non manca di un’acquisita pazienza e capacità di lavorare con attenzione, vero?

4 trucchi per la perfetta ispezione termografica

1. Termocamera: che sia radiometrica!

Partiamo dall’essere banali: qual è la differenza tra una termocamera radiometrica e una NON radiometrica? 

Le seconde non sono pensate e progettate per rilevare la temperatura, bensì per rilevare l’energia termica presente su una superficie, in maniera non invasiva, quindi senza contatto.
Queste telecamere quindi non fanno che mostrare le differenze di temperatura – quindi eventuali irregolarità – ma non il valore assoluto della temperatura.  

Al contrario, le termocamere radiometriche sono in grado di rilevare la temperatura assoluta di ogni superficie (di ciascun pixel rilevato).

Se volessimo quindi fare un’ispezione di pannelli fotovoltaici, con una termocamera non radiometrica potremmo solo trovare i pannelli non funzionanti ma avremmo poi bisogno di una successiva analisi di dettaglio dei pannelli lesionati con termocamera radiometrica.

Va da sè, quindi, che installare sul proprio drone una termocamera radiometrica ci aiuta a saltare un ulteriore passaggio.
Oppure, ancor meglio, all’atto della scelta del drone con cui lavorare, è possibile acquistare un drone tecnico specifico per le ispezioni termografiche.

 

Phantom-Termal

2. Attento all’irraggiamento

Altro piccolo trucco, non di poco conto: è meglio far volare il drone al mattino presto o la sera, perché nelle altre ore del giorno c’è un eccessivo irraggiamento e quindi i risultati possono essere alterati e anche errati.

Scopri nel dettaglio

Come si fanno le ispezioni termografiche con i droni

3. Vola basso

Volando ad un’altezza superiore a 10-15 metri si rischia di non rilevare il dettaglio, che invece è fondamentale in questo tipo di ispezioni.

Conviene invece mantenersi a livelli medio-bassi di sorvolo anche se ciò implica il fare molti più ‘passaggi’ con il proprio drone per consentire alla videocamera di scattare più frame che poi, rielaborati, andrebbero a diventare parti del rilievo.

Questo punto si collega alla riflessione/suggerimento successivo, sul quale dedichiamo un punto a parte:

pannello danneggiato-fila 11-1° gurppo da destra

4. Ad ogni quota corrisponde una risoluzione di terreno

Pensiamo a Google Maps, le cui foto sono da 50cm/px (ogni pixel corrisponde a 50cm). L’atto dello zoommare, utile per visualizzare un dettaglio, riduce la qualità dell’immagine, che diventa di 80-100 cm/px. Per la fotogrammetria è più o meno la stessa cosa, e bisogna scendere di quota per scattare immagini di dettaglio che poi diano dei risultati dettagliati e tenere a mente che ad ogni quota corrisponde una risoluzione di terreno.

Si potrebbe anche fare una sola foto dall’alto di un intero sistema di pannelli/edificio/terreno, ma le immagini di dettaglio ne sarebbero del tutto inficiate.

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E tu conosci il mondo delle ispezioni termografiche? Ne hai mai fatta una? Quale errore ti è capitato di fare e che adesso sai come evitare?

 

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