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Come si crea un video virale in 5 mosse

Ritmo, tecnica, storyboard, messaggio: cosa serve per creare un video virale che aiuti la web reputation della tua azienda?

Di Sabrina Barbante

Ripetiamolo per non dare nulla per scontato: Un video virale è un video fatto per essere diffuso attraverso i social network.
L’indicatore di successo di un video virale è che venga condiviso sui wall e sulle pagine social di più utenti con interessi diversi.
Abbiamo già parlato dei validi motivi per creare un video che possa diventare virale. Riassumiamo velocemente questi motivi:

a. – un video virale porta il marchio della tua azienda e/o della tua attività ad un pubblico vasto, affermando in poco tempo il brand e la web-reputation che prima dei fenomeni viral si costruiva in anni e anni.

b. – aumenta le visite al tuo sito e/o al tuo web-store, quindi aumenta il potenziale di vendita

c. – i video viral sono molto economici rispetto ai soliti spot diffusi in tv e su altri canali non social, pur potendo raggiungere un potenziale di pubblico enorme.

Ora, vediamo come è possibile ideare e creare un video che possa diventare virale, avere migliaia di visualizzazioni e raggiungere un primo traguardo di visualizzazioni per la tua pagina o per il tuo sito web.

Nulla si affida al caso, tutto parte dalla stesura di una ‘mini-sceneggiatura’, uno story board convincente, un messaggio da trasmettere e delle tecniche di ripresa particolarmente adatte a trasmettere emozioni in poco tempo. Il tutto da fare sempre tenendo a mente 5 passaggi chiave.

1 – Soggetto: trasversalità

Nella fase di stesura della sceneggiatura e dello storyboard, è importante pensare agli interessi e alle ‘corde emotive’ di più utenti possibile. Per questo è importante pensare al messaggio finale in termini di trasversalità.
Come fare? Parti dal piccolo insieme di consumo inerente il tuo business e, in fase di brainstorming, crea dei cerchi concentrici che si ampliano intorno al tuo prodotto.
Un esempio: se la tua azienda produce biscotti, i macro insiemi di interesse che li racchiudono possono essere: colazione, cibo, tavola, nutrizione.
Che cosa c’è nel cerchio più grande? Ecco, quello sarà il tema dominante del tuo video.

Un esempio è la campagna molto viral creata dal marchio DOVE, che produce prodotti per la cosmesi femminile e ha creato una lunga campagna di spot brevissimi sulla percezione della bellezza. Non tutti sono interessati ai saponi per pelli delicate, ma quasi tutte le donne almeno una volta non si sono sentite belle. La campagna mira a toccare l’interesse di tutte queste donne.

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Il fine di questa operazione di riflessione sul proprio marchio e di questo sforzo di fantasia è il creare un video il cui messaggio tocchi le corde e gli interessi di più gente possibile, anche di coloro i quali non sono subito e direttamente interessati al tuo prodotto.

2 – Dal soggetto alla chiave

Una volta individuato il tema, è importante decidere la chiave del video. La chiave si basa sulla scelta dell’emozione principale da trasmettere.
Ironica, commovente, romantica, erotica, drammatica. Queste sono le principali chiavi che rispecchiano le preferenze del mondo social, quindi le chiavi che servono per creare un video virale.
Una volta scelta la chiave, è il momento di passare alla stesura del soggetto e dello storyboard, una piccola storia e narrazione, anche solo visiva e non necessariamente testuale (cosa abbastanza difficile).
Lasciatevi sedurre dalle vostre idee più lunghe e complesse, non abbiate paura! Verrà il momento dei tagli e ridimensionamenti, ma non è questo.

3 – Dalla chiave allo storyboard

Dopo aver immaginato la vostra storia nella chiave scelta all’inizio, è il momento di pensare alla durata del video, quindi allo storyboard.
Quest’ultimo è una vera e propria tavola fatta anche con schizzi a matita in cui si definiscono le scene e la durata delle stesse; questa ritmica potrà essere rispettata o cambiata nelle fasi del montaggio, ma serve comunque come indicazione importantissima per le riprese e come direttiva per la regia.
Ricorda che buona parte della ‘chiave’, ovvero del tono emotivo che si vuole dare al video, dipende anche dal montaggio e dal ritmo. Quest’ultimo deve essere molto veloce! Un video, affinché diventi virale, è bene che non duri più di 3 minuti.

storyboard

4 – Differenziazione

Una volta creato il soggetto e un bozzetto della storia da raccontare chiedetevi: questo video è diverso da altri ideati sullo stesso tema? Quanto è diffuso questo tema? Lo abbiamo trattato da angolazioni e punti di vista diversi o… è la stessa solfa sull’amore, sulla famiglia, sulla comunicazione dei tempi moderni, sull’amicizia ecc?
Cercate di essere il più auto critici possibile, fingete che il soggetto non sia vostro (molto meglio che queste critiche vengano da voi a metà dei lavori che da altri a giochi fatti).
Se pensate che il video sia troppo simile ad altri che già girano in rete, cercate delle possibili differenziazioni, colpi di scena, persino improvvise punte di cinismo in un video che sembrava inizialmente sentimentale.

5  – Tecnica

Una delle cose che caratterizzano i video diffusi attraverso i social network è che è possibile scegliere tra una risoluzione e resa professionale (tipo mini cortometraggio o trailer) oppure se farlo apparire da subito ‘amatoriale’.
Mentre la seconda tipologia di scelta va bene per i blog personali o per portare visite alla propria pagina, quando l’intento è quello di far conoscere il brand promotore del messaggio del video è molto meglio puntare su una qualità medio alta.
Esistono delle tecniche per rendere il montaggio del video più ‘appealing’ e ad effetto.

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a. le riprese fatte dall’alto con droni e in minor misura con pali telescopici, aumentano la resa del ritmo e l’impatto emotivo;
b. i primi piani di volti umani (in particolare di donne e bambini) negli screenshot di presentazione aumentano le visualizzazioni;
c. i toni patetici aumentano le visualizzazioni MA hanno una percentuale di ritorno bassissima sui siti degli autori del video. Al contrario i toni ironici hanno meno visualizzazioni ma l’indice di ritorno è molto alto.
d. se puntate sulla tipologia ‘finto amatoriale’ prediligete l’uso di una go-pro perché le sue inquadrature sono più nitide di un cellulare e perché sono molto note e riconoscibili tra i giovani.

Avete altri consigli preziosi da aggiungere?

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