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Giu

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Drone o aliante? Cosa scegliere per le tue riprese aeree

Scopriamo le principali differenze tra questi due
strumenti per la fotografia aerea.

Ormai sono sempre di più i mestieri in cui l’utilizzo di apparecchiature per fotografia e riprese aeree sono importanti o addirittura indispensabili.
Senza soffermarci nuovamente sulle specifiche di ogni mestiere coinvolto in questa attività, ricordiamo che non solo i fotografi, ma anche e soprattutto geometri, ingegneri, archeologi, enti amministrativi e agronomi stanno aumentando la domanda di attrezzature o servizi correlati alle riprese dall’alto.
Per fortuna stanno parallelamente (seppur a velocità minore) aumentando le offerte di strumenti atti a questo scopo, e la tecnica propone materiali e apparecchiature sempre più intuitive, maneggevoli e alla portata di molti, pur nella consapevolezza che serve molta attenzione e responsabilità nell’utilizzo delle stesse.
Come nel caso dei droni multicottero. Questi non sono i soli strumenti atti a realizzare riprese aeree e rilevamenti dall’alto; tra gli strumenti ‘rivali’ o, se vogliamo, ausiliari, troviamo anche gli alianti (anch’essi droni ma ad ala fissa).
Vediamo insieme le principali differenze tra questi due neo-principi dei cieli.

Durata di ogni singola prestazione

Chi vince in questa prima fase di confronto sono gli alianti, dal momento che con essi è possibile mappare un territorio di ampie dimensioni senza dover cambiare continuamente le batterie, grazie all’elevata autonomia di volo (oltre 40 minuti). Al di sotto dei 30 minuti scende invece l’autonomia dei multicotteri, cui è necessario cambiare la batteria più spesso.

Possibilità di manovra

Per quanto concerne invece la possibilità di manovrare, muovere e decidere la posizione del nostro velivolo, i droni danno una maggiore gamma di possibilità. Ad esempio, con un aliante non è possibile rimanere fermi su un punto per fare riprese ad un soggetto (un palzzo, una chiesa, un dettaglio) per via della conformazione stessa dell’aliante, che si mantiene in volo proprio grazie al movimento costante sull’aria.
Anche l’atterraggio è più semplice con un multicottero, che si accontenta di spazi piccoli, delimitati e circoscritti, mentre un tuttala  ha bisogno di un’area di atterraggio più ampia.
Anche effettuare riprese è leggermente più difficile, in genere, rispetto alle maggiori potenzialità di un multicottero tradizionale.

Costi

Dove il tuttala riprende posizioni, è sui costi. La differenza è dovuta alle minori componenti presenti a bordo, che abbassano di molto la spesa. E ovviamente la convenienza economica si riversa anche sulla manutenzione, perchè il minor numero di componenti da sostituire incide sul costo finale.
Per quanto si tratti di strumenti che in futuro non potranno mancare nell’attrezzatura di lavoro di fotografi, geometri e non solo, la scelta non è semplice.
E tu, quale sceglieresti tra i due?

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