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02
Set

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Droni: strumento per i reporter indipendenti

Avere un drone non è più un optional, ma un must per svolgere servizi professionali

Non è soltanto una constatazione empirica, ma un assunto studiato da università e fondazioni internazionali: i droni fanno parte delle attrezzature di nuovissima generazione che stanno cambiando in maniera veloce e radicale il mondo del giornalismo. Vediamo come e perché:

Dopo internet, la rivoluzione dei quadricotteri

Venti anni fa erano internet e l’avvento dei quotidiani on line a lasciar presagire all’illustre Nieman Foundation di Harvard che il giornalismo e tutto il mondo dell’editoria sarebbero cambiati in pochissimo tempo. Nel 2014 la fondazione, che ogni anno stila una lista di previsioni sugli sviluppi nel campo del reportage e dell’informazione, ha messo in cima all’abecedario del cambiamento, assieme ai google glass, anche i droni che, elevando il punto di vista delle riprese, cambiano la prospettiva del racconto.

La prima intuizione di ciò si è avuta dopo le riprese dall’alto delle recenti proteste in Thailandia. Il numero di manifestanti visti dall’alto ha consentito di non rivolgersi alle autorità ufficiali e quindi non lasciarsi dare finti numeri o dati parziali; la possibilità del drone di inquadrare dall’alto le zone più a rischio della manifestazione per poi scendere in primo piano sul cronista della BBC Matt Waite, ha permesso a quest’ultimo di dare un resoconto credibile senza correre il rischio di restare ferito. E di fare un documentario pioniere, che entrerà nella storia. 

Dopo la Thailandia, anche le zone più a rischio dell’Africa sono sotto controllo giornalistico dei quadricotteri. In Kenya è in atto il progetto African SkyCAM che consente alle emittenti di documentare a costi bassissimi rispetto al passato (quando ci si poteva affidare solo ad elicotteri, piloti e attrezzature pesantissime e costose).
Dall’azione documentaristica, si passa poi all’utilizzo da parte del governi locali dei video girati dalle emittenti o dei reporter indipendenti per poter monitorare le zone a più alto rischio guerriglia e terrorismo.

E proprio per i reporter indipendenti i droni sono una frontiera tanto vicina quanto irrinunciabile! La capacità di saper pilotare e riprendere con un piccolo drone aree e realtà ancora poco percorse ma di imminente sviluppo, diventa un elemento importantissimo per produrre reportage concorrenziali con un punto di vista narrativo diverso.

Corsi di “Drone Journalism” in USA

Tutto ciò è stato recepito ben presto dalle università americane, prime fra tutte la University of Nebraska-Lincoln e la University of Missouri che già nel 2011 hanno avviato dei programmi specifici che legano il giornalismo ai velivoli autopilotati.
Questi programmi di formazione sono volti ad insegnare non solo l’utilizzo dei quadricotteri, ma anche la legislazione vigente in merito nei vari paesi.

E in Italia e in Europa? Ci saranno dei corsi appositi per consentire ai reporter, soprattutto quelli indipendenti, di conoscere l’utilizzo e la normativa di questo strumento dall’altissimo potenziale informativo?

 

 

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