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Mar

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Dubbi sull’invasione dei droni? Ecco un po’ di risposte e di buon senso (con un po’ di ironia)

Ma è vero che tra dieci anni (anche meno) una famiglia su tre avrà  un drone? Sì, ma non c’è da aver paura.
Adesso spieghiamo (o rispieghiamo) alcune cose del settore della dronotica, che per quanto in crescita non solo non devono spaventare, ma devono entusiasmare!

A volte ritornano! Programmi e inchieste televisive a volte irriverenti, altre che puntano sul drammatico che, in un modo o nell’altro, presentano un montaggio e interviste tali da destare sospetto (quando non addirittura panico), nell’utenza non esperta – e facilmente impressionabile – dell’amata/odiata Tv generalista.

Vero è che, se il simpatico Enrico Lucci fa la domanda (abbastanza sciocca, ma è il suo lavoro) “Quando ci sarà il primo morto a causa di un drone?”
e un tecnico o sedicente tale risponde in maniera molto approssimativa (contrariamente a quanto richiede il suo lavoro) “presto”… ci sta che nella testa delle persone non addette ai lavori si crei un po’ di… disagio

Noi che siamo addetti al settore (un settore bellissimo, per altro) ci sentiamo però periodicamente in dovere di placare gli animi, dare una bella camomilla a tutti e spigare con un po’ di leggerezza alcune cose, che faranno sembrare la “terribile invasione dei droni” un po’ più tollerabile.

In questo breve articolo cercheremo di spiegare (o ri-spiegare) quali sono le differenze tra aeromodellismo e attività professionale, che cosa differenzia un Pilota SAPR da un aeromodellista e perché non bisogna temere i dati relativi alla quantità di droni che verranno acquistati nei prossimi anni.

Prima domanda cui bisogna periodicamente rispondere.

Facile dire “Droni”, ma come e che cosa sono?
Che differenza c’è tra Aeromodello e SAPR?

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C’è una normativa (per altro molto severa e non amatissima da tutti) emessa da ENAC la quale fa una chiara distinzione tra Aeromodello  e SAPR. Questa non dipende dal modello di drone ma dall’utilizzo che ne si fa.

L’aeromodello è infatti utilizzato per fini ricreativi (tipo fare voli nel proprio giardino), non è dotato di equipaggiamenti che ne permettono un volo autonomo e può navigare solo sotto stretto controllo visivo dell’aeromodellista.

Devono poi essere rispettate le prescrizioni di volo previste dall’art. 23 del Regolamento ENAC le quali dicono che gli aeromodelli con massa al decollo inferiore ai 25 kg possono volare nelle ore di luce diurna purché l’aeromodellista mantenga un continuo contatto visivo con l’aeromodello, senza aiuto di dispositivi ottici e/o elettronici a condizione che l’attività non presenti alcun rischio a persone e cose.

Nel caso non siano soddisfatte una o più delle limitazioni di cui sopra, l’attività di volo deve essere effettuata in spazi aerei regolamentati ( permanenti) o segregati (temporanei).

E’ responsabilità dell’aeromodellista assicurare che durante l’attività in tali aree non ci siano persone ad esclusione di quelle necessarie per lo svolgimento dell’attività.

Quelle sopra elencate sono in breve delle caratteristiche di attività da svolgere solo per gioco. Chiunque voglia guadagnare con il proprio drone deve attenersi a regole molto più severe.

Un po’ la stessa differenza che c’è tra acquistare e pilotare una go-Kart o acquistare e guidare un’auto, magari di grossa cilindrata: servono diverse autorizzazioni, diversi corsi, un’osservanza della legge che assicuri il più possibile l’incolumità di tutti e anche delle sanzioni in caso di infrazioni o incidenti. In fondo ha senso, no?

Che differenza c’è tra un Aeromodellista e un Pilota Sapr?

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Molto semplice: il primo non ha un riconoscimento (perché non ne sente la necessità), il secondo sì, perché con il suo drone lavora  o prevede di lavorare, quindi di compiere anche operazioni delicate che richiedono una specifica assunzione di responsabilità e l’obbligo ad effettuare studi (legali e tecnici) più accurati. 
Anche questa, in fondo, non è proprio una cosa da quarto mondo, vero? Ha senso…

L’operatore o operatrice SAPR riconosciuti possono stringere accordi commerciali e lavorare, per le attività più disparate. Dalla fotografia promozionale alla mappatura di terreni agricoli, dai rilievi alle operazioni di soccorso a seguito di disastri ambientali.

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Quelle cose che solo un
operatore SAPR può fare

Ecco, un aeromodellista, anche dotato del drone di ultimissima generazione, questo non lo può fare anche perché non avendo alcun riconoscimento degli studi e della formazione effettuata potrebbe potenzialmente essere un genio della dronotica come anche un newcomer che vuole sentire l’emozione del volo.

Questa variante importante, ossia la possibilità di lavorare (e far soldi) con un drone ,è ciò che guida l’aumento dell’indotto (tra vendita e certificazioni).

Infatti se prima della normativa acquistavano i droni solo persone con un (spesso temporaneo) pallino dell’aeromodellismo, adesso si sono uniti a questo elenco

Avremo un drone ogni due o tre famiglie entro pochi anni?

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Alla luce dell’elenco appena riportato, va da sé che la stima di ‘un drone ogni 3 famiglie’ è abbastanza esatta e realistica. Il punto è che è errato pensare al drone come uno strumento di uso familiare. 
Se nei prossimi anni, grazie al risparmio di tempo, fatica, risorse ed energia garantito dai droni in moltissimi ambiti, tanti tecnici prenderanno patentino e riconoscimento (o si affideranno a persone che hanno deciso di lavorare solo come dronisti), non c’è da temere, come dice l’ironico Enrico Lucci de Le Iene, che mille droni ci voleranno sulla testa ogni giorno.

Ogni agronomo a capo di una piccola azienda, ha come minimo tre trebbiatrici e un paio di spargi concime… ma non sente certo la necessità di portarli fuori dall’ambiente di lavoro (anche perché legalmente avrebbero problemi).

Hai mai visto in giro a passeggio un architetto con le attrezzature per la triangolazione? Non credo, perché un architetto pensa bene di non portarselo nello struscio domenicale come un mappatore non porta le attrezzature per i rilievi fotogrammetrici quando va al parco con i bambini.

La stessa riflessione si applica a tutti gli altri utenti della dronotica.

Anche con questi bellissimi e complicati oggetti di alta tecnologia,ci sono cose che si fanno, cose che non si possono fare, cose che si possono fare con restrizioni. E soprattutto ci sono leggi da rispettare e norme di buon senso che è sempre difficile sottoporre a regolamento.

E cose cui ‘pensare’ senza lasciarsi prendere dal panico.

 

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