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Apr

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Emergenze nazionali risolte con i droni per ispezione termografica

Nelle ultime settimane, sono scaturiti diversi dibattiti su questioni abitative e ambientali e l’opinione pubblica si è  divisa in merito ad argomenti importanti come

  • il referendum in merito all’abrogazione delle concessioni per le piattaforme petrolifere a tempo indeterminato
  • le perdite di petrolio in Liguria che hanno portato ad un (ennesimo) incidente e disastro ambientale
  • l’ennesima emergenza idrica in Sicilia.

Ma che cosa hanno in comune queste tre istanze politiche e sociali? E soprattutto, che cosa c’entrano con le ispezioni termografiche e le attrezzature per effettuarle, ovvero i droni per ispezioni? 

In realtà molto.
Infatti sia i danni relativi alle perdite di idrocarburi che le falle nel sistema idrico di diverse parti d’Italia sarebbero più facilmente risolvibili attraverso il regolare utilizzo di droni per le ispezioni termografiche.

Ricordiamo velocemente che cosa sono le ispezioni termografiche

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Le ispezioni termografiche sono analisi e indagini non distruttive grazie alla tecnica dell’acquisizione di immagini nell’infrarosso che consentono di definire lo stato di posti/infrastrutture/dettagli/impianti non visibili ad occhio nudo per motivi strutturali.

L’edilizia si avvale della termografia per telerilevamento, attraverso il quale è possibile visualizzare l’ irraggiamento di un corpo (ad esempio, una condotta posizionata a diversi metri nel sottosuolo) attraverso l’utilizzo di una termocamera che rileva le radiazioni nel campo dell’infrarosso. Attraverso questo complesso sistema è ad esempio possibile rilevare le anomalie nella temperatura e quindi nello stato di un pannello solare, di una condotta, l’eventuale fuoriuscita di un liquido che cambia la temperatura del corpo soggetto a perdita.

Queste attività sono di certo utili, ma sino all’avvento dei droni termografici professionali erano anche lunghe e costose: comportavano infatti l’utilizzo di gru pesanti e che richiedevano l’occupazione di suolo pubblico per più ore o giorni, pali, ispezioni con fotocamera IR da terra, con operatori addetti  a manovrare gli strumenti pesanti, tecnici (geometri e ingegneri) che definissero il percorso e il tracciato da analizzare, ecc.

La rivoluzione dei droni per rilievi termografici arriva così a ridurre costi e tempi (da diversi giorni a poche ore) di queste operazioni, in ambiti in cui costi e soprattutto tempi sono fondamentali per evitare enormi disagi alle popolazioni e all’ambiente, come nel caso delle fughe di petrolio dagli oleodotti obsoleti o lesionati.

Che cosa fa di diverso un drone rispetto alle antiche tecniche termografiche?

La prima cosa che è possibile fare con un drone per ispezioni termografiche è pianificare l’area di sorvolo e programmarla attraverso le impostazioni del drone stesso.
Poi è possibile sorvolare l’area di interesse per far partire i rilievi veri e propri, fatti attraverso una speciale termocamera (flir) che invia le foto e i dati ad un programma apposito (i più utilizzati sono Pix4D e Photoscan) il quale converte le foto scattate con il Drone in “Nuvole di Punti”, destinate a diventare, in una successiva elaborazione, dei dati che creano ortofoto, veri e propri modelli digitali.

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Tutto questo avviene in poco tempo e attraverso il lavoro di massimo due Operatori SAPR.

Come sono fatti i droni per ispezione termografica?

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A differenza degli altri droni (per uso non professionale e da altre tipologie di multicotteri professioanli), il drone termico è fatto con materiali più idonei, leggeri e resistenti al contempo. Il telaio è in molti casi (come nel caso del nostro hexandro) è impermeabile di modo da poter continuare a lavorare anche in condizioni climatiche avverse non estreme.
Soprattutto, questi droni sono muniti di una particolare termocamera, fatta appositamente per questo tipo di lavoro.

Uno dei modelli prodotti da Aerialclick è, ad esempio, quello riportato in figura munito di Termocamera FLIR TAU o FLIR VUE. Gimbal 2 assi per stabilizzazione immagini.

Hexandro e Thermex sono le proposte progettate da Aerialclick, le migliori sul mercato.

 

Monitorare con i droni per rilievi fotogrammetrici, su base periodica e regolare, le condotte più vetuste ed intervenire prima che vi siano perdite di acqua o di altre sostanze (a seconda del tipo e della funzione della condotta), evitando crisi energetiche, idriche e ambientali che hanno riempito le pagine dei nostri giornali nelle ultime settimane (e purtroppo non solo nelle ultime settimane).

Ovviamente, se oltre ai droni, alla tecnica, e al buon lavoro di operatori SAPR e ingegneri non c’è anche una solerzia e buona volontà istituzionale, si può fare molto poco.

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