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Lasciare il vecchio lavoro per fare il dronista a tempo pieno. Ecco cosa e come fare.

La mania per i droni, questi versatili gioielli della tecnologia che rivoluzionano ogni scenario delle umane competenze, è talmente forte e il settore così attrattivo sul mercato da aver portato diversi professionisti a pensare di lasciare il lavoro e mettersi in proprio come dronista.

Molti amanti dei droni e dell’aeromodellismo, negli ultimi anni hanno seguito gli sviluppi del mondo della dronotica ed hanno acquisito in maniera autonoma expertise ed esperienza.
Molti e molte ne sanno in merito a sufficienza per tenere convegni: sanno tutto sui modelli in commercio, sanno molto sulle normative vigenti e sugli sviluppi e scenari futuri. Molte e molti sono così addentro al mondo dei droni da pensare seriamente di lasciare il proprio lavoro per fare gli Operatori SAPR, aprendo una partita iva.

Infatti non è un segreto che questo è uno dei mestieri che nei prossimi anni vedranno maggiore margine di crescita anche per via delle varie aperture sul mercato dell’edilizia, dell’agricoltura, della tutela del patrimonio artistico e culturale, della tutela dell’ordine e persino nell’ambito dei servizi segreti.

Drone donna pilota

Ma è possibile lasciare tutto per vivere di voli di drone? 
E se sì, come si fa? 

La risposta alla prima domanda è sì, tanto che molti giovani in procinto di terminare gli studi la vedono già come una possibile professione da intraprendere.
Diverso è il coraggio che serve per abbandonare le certezze del proprio lavoro (sempre che al giorno d’oggi si possa mai parlare di certezze) per rimettersi in gioco e diventare Operatori SAPR.

Proprio ai più coraggiosi diamo qualche dritta.

Prima di tutto, quanto guadagna un dronista?

Lo avevamo già detto anche in un precedente articolo specifico su questo argomento: il livello di guadagno cambia in base a diversi fattori, come l’esperienza, il settore di lavoro, le attrezzature usate, il tipo di clienti.
In linea di massima, possiamo dire che un Operatore riconosciuto che pilota un Phantom3 può guadagnare 600 euro in una giornata. Un operatore con esacottero classe s900 e una reflex anche 900-1000 euro.

Ma si tratta di Opertori e operatrici cha hanno saputo investire e specializzarsi seguento i percorsi che a breve illustreremo in questo articolo.

Per guadagnare competenze e professionalità ci sono degli step e dei piccoli trucchi che possono aiutare nel percorso. Eccone alcuni:

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1 – Corsi e pratica durante il week end

Non ci stancheremo mai di dirlo, non basta la passione e a volte anche le competenze non sono abbastanza. Passione e competenza devono essere affiancate da un riconoscimento da parte dell’Enac, rilasciato a seguito di corsi riconosciuti e autorizzati tenuti da vari enti e aziende (tra queste anche Aerialclick) .
Molti corsi tengono bene a mente le problematiche dei lavoratori e delle lavoratrici e si svolgoono in formula week end intensivi (Aaerialclick ne terrà uno il prossimo week end, ad esempio). Ciò dimostra che il settore dei droni per fini professionali si rivolge molto a professionisti che hanno già un settore lavorativo di appartenenza, per cui sappi che se hai un posto fisso o un altro lavoro e speri di poter cambiare vita per diventare pilota di droni non sarai solo/a ma ti potrai confrontare con persone molto simili a te.

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2 Iniziare lavorando con altri (che si conoscono anche nei corsi)

Come già evidenziato in altri pezzi, sono molti e interessanti i sodalizi lavorativi che si possono intraprendere proprio con persone conosciute durante un corso per il riconoscimento da operatori SAPR. Infatti la varietà dei campi di applicazine rende i compagni e le compagne di corso non tanto dei potenziali competitor quanto delle risorse, per sodalizi possibili e in grado di aiutarti nelle prime fasi del tuo progetto di attività in proprio.

Leggi anche
I 5 vantaggi di un corso da operatore sapr

3 – Stabilire un obiettivo economico a partire dal quale mollare tutto 

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Se hai la possibilità di iniziare a lavorare e avere i primi contratti (per legge li puoi fare solo dopo il riconoscimento ENAC, quindi dopo il corso), non ti entusiasmare subito dopo i primi guadagni.
Infatti scoprirai nel corso dei primi due o tre anni che ai costi della vita che devi sostenere nel quotidiano vivere si aggiungono anche dei costi insiti nell’attività di dronista, che vanno dai corsi di aggiornamento alla partecipazione a fiere di settore, dall’acquisto di tecnologie indispensabili (terminatori di volo, paracadute) alla manutenzione, per la quale ti consiglio di trovare un’azienda che ti possa seguire per tutta la tua attività.
Se hai la possibilità di fare il corso di polita con la stessa azienda o ente che produce e ripara APR, sei una via privilegiata.

Importante quindi che tu faccia un vero e proprio business plan come quando si apre una piccola start up e che tu lasci il lavoro solo quando le basi economiche iniziano a diventare fisse e stabili.

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quanto e come guadagna un dronista? 

4 – Fare un ‘business plan’ e analisi SWOT

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Oltre al Business Plan è importante anche fare un computo (magari facendoti guidare da un commercialista o un consulente) dei punti di forza (ad esempio, un campo di lavoro più raro e concorrenziale rispetto agli altri, come la mappatura agricola ed edilizia), debolezze (come la scarsa competenza e ricettività del mercato nella tua area di attività), opportunità e minacce per il tuo business. In breve, devi fare quella che in inglese si chiama analisi SWOT. Potrai trovare vari modelli on line dello schema da seguire e cercare strategie pianificate per sopperire alle minacce e alle debolezze. Anche in questo caso, farlo con colleghe e colleghi conosciuti al corso può essere una buona idea e risorsa per il brainstorming.

5 – Comunicazione sul web

Anche se non hai ancora iniziato a pieno la tua attività, aiuta la visibilità del tuo progetto con un buon sito internet.
Tutte le tue competenze e i servizi offerti da te e dai tuoi business partner devono essere chiare e spiegate in maniera non troppo tecnica. Farvi aiutare da un esperto o un’esperta in comunicazione (anche social media strategist) è auspicabile, una cosa che val bene un piccolo investimento.
Perché uso il plurale? Perché più sono le persone coinvolte nel tuo progetto più saranno
– le idee
– le condivisioni, quindi visualizzazioni, quindi…
– i potenziali clienti.

Non sottovalutate il potere del visual story telling nella vostra campagna social. 

C’è un momento in cui bisogna vagliare, studiare, analizzare e fare calcoli.
Alla fine del percorso, serve solo la spinta propulsiva di ottimismo per fare il salto nel vuoto.
See life from above!

 

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