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Feb

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Le norme ENAC spiegate in parole povere

Domande comuni e risposte molto dirette sulla normativa ENAC per l’utilizzo di SAPR

Negli scorsi giorni si è conclusa la prima convention della Federazione Italiana APR, e tra gli interventi più importanti c’è stato quello del Sost. Comm. Luca Tagliagambe, rappresentante della Polizia di Stato, che sta diffondendo un prontuario su come intervenire in caso di rilevamento di violazioni delle norme che regolamentano l’uso di SAPR. Il regolamento è definito da molti addetti ai lavori molto severo  e un po’ eccessivo.

Noi di Aerialclick, in veste di addetti ai lavori, preferiamo prendere atto che la normativa al momento è questa e come tale va rispettata soprattutto per tutelare gli appassionati e i clienti che si avvicinano al meraviglioso mondo della dronotica.

In questo articolo cercheremo di spiegare in parole molto prosaiche e semplici le motivazioni alla base di tale severità normativa e anche di spiegare le sanzioni in cui incorre chi non le rispetta.

Perché mettere delle regole (severe)?

Sino a un anno fa, prima che la normativa dell’Ente per l’aviazione civile sull’utilizzo dei droni entrasse in vigore anche in Italia, correva tra molte persone la preoccupazione che la ‘moda dei droni’ potesse rendere i cieli del Bel Paese uno crogiolo di sciamanti velivoli, utilizzati da cineasti, fotografi, giovani buontemponi in vena di scherzi e riprese abusive.

Poi qualcuno si chiedeva: e se mi cadesse uno di quei cosi in testa?

In realtà la normativa entrata in vigore risponde anche a queste perplessità, ma mira principalmente a far sì che

  • i velivoli in volo siano identificabili e identificati;
  • chi fa volare uno strumento ad altezza notevole (e quindi a notevole portata di impatto in caso di avaria) conosca le leggi e le norme e sappia davvero che cosa sta facendo;
  • si possa distinguere tra diverse tipologie di aree da sorvolare (quelle in cui i pericoli per cose e persone sono molto pochi, quelle a pericolo medio, quelle in cui si rischia di uccidere o ferire qualcuno o distruggere oggetti di valore anche storico e di violare il diritto alla proprietà);
  • Chi opera con un SAPR (oggetto di alto valore tecnico e con enorme potenziale) sappia davvero che cosa ha per le mani.

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Esempi pratici

danni drone

#1 – un ragazzino gioca con un piccolo drone o aeromodello e ne perde il controllo perché lo fa volare senza tener conto delle raffiche di vento di media entità previste dal meteo. Il drone si allontana dalla sua vista e dal suo controllo e cade su un’auto, causando danni alla carrozzeria.

#2 –  un lido balneare vuole promuovere on line i suoi pomeriggi con aperitivo e musica da discoteca; lo fa facendo volare un drone che oltre a riprendere senza autorizzazione chiesta a nessuno, atterra male e causa un graffio alla gamba di un ragazzino del lido adiacente.
In questi due casi nessuno sarebbe responsabile di nulla. Il proprietario del drone potrebbe sparire e non essere né rintracciato né rispondere di nulla (né dei danni a cose e persone né dell’eventuale pubblicazione on line di un video che riprende persone che potrebbero avere validi motivi per non farlo sapere in giro a chi che sia).
Ovviamente, nel caso del lido, il gestore dice di essersi rivolto a terzi, che l’aeromodello non è suo e che per quanto dispiaciuto non si ritiene responsabile dell’accaduto. (In realtà nessuno è autorizzato a chiedere servizi che coinvolgano l’uso di un SAPR se quest’ultimo non è in regola, perché sarebbe come pagare un tassista senza patente e senza assicurazione per andare a prendere qualcuno alla stazione).

Invece per chi opera nel rispetto della legge, ogni macchina è registrata e tracciata come ogni pilota riconosciuto, per cui ogni sinistro ha nome e cognome del responsabile e numero del mezzo in questione.
Molti notano che è eccessivo trattare degli aeromodelli con la stessa normativa degli elicotteri, ma per il momento è così ed è questa la normativa da seguire.

D’altronde, la targa serve sulle auto come sui motorini, anche se sono strumenti diversi con diversi livelli di pericolosità e responsabilizzazione da parte dell’utente. E il codice della strada e della registrazione dei mezzi è lo stesso per chi guida un’auto di grossa cilindrata come per chi guida un’utilitaria, un’ape o un motorino.

droni su parigi

#3 – notte tra il 23 e il 24 febbraio. Cinqe droni sorvolano intorno a obiettivi sensibili di una Parigi ancora scossa dagli attentati terroristici. Non si tratta ovviamente né di SAPR riconosciuti né di droni autorizzati a volare in quelle aree.

Con una normativa vigente anche per questioni di sicurezza, se un SAPR sorvola aree a rischio l’esercito è autorizzato ad intervenire e le autorità sono informate di qualunque volo autorizzato. In tempi di terrorismo internazionale non è una cosa irrilevante.

Se credi che le norme ENAC italiane siano eccessive
leggi il confronto con le norme estere.

Sì, ma molti lo fanno (volano senza autorizzazioni)

Molti si chiedono: ma allora perché io da almeno due anni vedo, ogni estate, qualche drone che sorvola le persone in spiaggia, video che mostrano i centri storici delle città piene di turisti, video che riprendono concerti? Sono tutti autorizzati?
Risposta: no, non sono affatto tutti autorizzati né riconosciuti. Lo fanno per lo stesso motivo per cui alcuni viaggiano con auto non assicurate, altri guidano automobili senza patente, altri ancora guidano taxi abusivi: non hanno interesse per la legge o non si sono premurati di conoscerla. E se ne assumono le responsabilità anche in campo civile e penale.

Drone Quadricottero Black Hunter 4

Che cosa devono fare i produttori/venditori ?

L’inasprimento delle normative anche per chi regolarmente e con tutti i dovuti permessi utilizza droni per lavoro, è dovuto proprio al far west aereo generato da chi, per interessi di vendita, cerca di sminuire con i clienti sia l’entità delle pene per chi vìola le norme, sia l’entità dei danni che può causare la perdita di controllo di uno di questi bellissimi, delicati e anche tecnicamente complessi strumenti di lavoro.

Insomma, a nostro avviso se una ditta che produce e vende droni trasmette ai clienti l’idea che chiunque possa operare o ‘giocare’ con un drone senza alcuna conseguenza, forse lo fa un po’ in malafede. Ma è ovviamente solo il nostro punto di vista di produttori e progettisti SAPR e l’apprensione di chi vuole evitare al cliente in buona fede di incorrere in ‘piccole situazioni incresciose’ come quelle sotto elencate:

  • ARRESTO FINO AD UN ANNO ovvero AMMENDA FINO 1032€ sempre in ambito penale per chi utilizza un SAPR senza dichiarazione di rispondenza presentata all’ ENAC per le operazioni non critiche o senza adeguata autorizzazione nel caso di effettuazione di operazioni critiche / miste (ai sensi dell’art. 1216 del codice della navigazione all’operatore e al pilota)
  • RECLUSIONE DA 1 A 5 ANNI per i piloti di SAPR che conducono operazioni sprovvisti della opportuna qualificazione o con qualificazione scaduta.
    (ai sensi dell’ art. 1117 del codice della navigazione)
  • ARRESTO FINO A 3 MESI ovvero AMMENDA FINO A 206€ per piloti di SAPR con certificato medico di idoneità scaduto.
    (ai sensi dell’ art. 1331 del codice navigazione)
  • SAPR privo di copertura assicurativa / scaduta. Art. 1234 sanzione amministrativa da 56.664€ a 113.338€
  •  Sanzione amministrativa da 16.999€ a 33.999€ per chi utilizza un SAPR senza avere al seguito la polizza assicurativa.

 

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