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Mappe agricole per nutrire il pianeta e non farlo ammalare: 3 strumenti moderni.

Questo è l’anno in cui, dall’Italia al resto del mondo, si sentirà parlare di soluzioni per nutrire il pianeta e possibilmente non farlo (più, ancora e di nuovo) ammalare.

L’Expo di Milano al via tra pochissimo è solo l’input più potente che, nonostante i suoi messaggi talvolta contraddittori, porterà questo argomento sui tavoli tecnici e nei convegni ad ogni latitudine del mondo. Non c’è dubbio, quest’anno si parlerà ovunque e ogni mese di alimentazione, etica produttiva, etica del consumo, soluzioni e prevenzione ai tanti disastri agro ambientali sin’ora causati.

imagesPiccola riflessione preliminare:
Le contraddizioni nella comunicazione di Expo sono solo uno specchio di ciò che la produzione agro alimentare su vasta scala è stata negli ultimi 40 anni, quindi non spariamo sulla croce rossa.

Accostare l’esigenza produttiva etica a fronte del genocidio causato dai cibi raffinati, dall’obesità e dai disturbi cardiovascolari in Occidente, agli spot di main sponsor che di nutrire – bene – il pianeta non ne hanno mai voluto sapere è solo frutto di quello che anche i consumatori scelgono ogni giorno: abbiamo creato un mondo in cui per parlare di cibo sano, dobbiamo chiedere i soldi a chi ci ha fatto ammalare (o cui abbiamo permesso di farci ammalare). Per parlare di come nutrire il pianeta, serve il contributo di chi ha avuto il nullaosta per affamarlo (nullaosta dato da noi consumatori, ovviamente).

Ma accanto a grandi e complesse realtà industriali esistono molte altre, più o meno giovani, spesso sottovalutate o ignote ai più. Esiste una ricerca chimica e tecnologica volta ad aiutare l’agricoltura e la produzione e che ha avuto la possibilità di vivere da vicino i danni causati dal consumo del benessere.

Vogliamo parlare, perché non lo si fa mai a sufficienza, dei sistemi tecnologici moderni che nutrono il pianeta e lo curano.

 

Sistemi idrici a rateo variabile

Nome complicatissimo da ricordare, di che cosa si tratta?
Sono degli intelligentissimi sistemi che uniscono il telerilevamento, usato per razionalizzare l’uso di acqua irrigua e fertilizzanti a controlli al suolo (analisi tessiturali georeferenziate, sonde per misura di umidità del terreno, posizionate in maniera intelligente – smart scouting).
In questo modo vengono prodotte delle mappa di precisione che ‘raccontano’ il bisogno di nutrimento, acqua, cura di ogni singola frazione di terreno. Queste informazioni vengono raccolte attraverso i dati ottenuti dai sistemi GPRS.

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Mappatura con droni

Anche con i droni è possibile fare dei rilevamenti di precisione e valutare, attraverso le camere ad infrarossi, il livello di benessere, sofferenza o vulnerabilità di un terreno e delle sue piante.
Il metodo di mappatura e rilevamento dronotico è economicamente alla portata anche di piccole e medie imprese agrarie, con appezzamenti di pochi ettari.

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Le 3 regole per la perfetta mappatura agricola

Attraverso uno studio ed un monitoraggio attento degli uliveti pugliesi, ad esempio, da parte di piccoli gruppi di coltivatori, si sarebbe potuto ovviare al vero e proprio dramma agro-sociale della xylella, che come molti sanno sta causando molti problemi anche nelle relazioni commerciali con l’estero, simbolo di come la terra e i suoi prodotti siano anche nel XXI secolo motore di questioni politiche.
Su come i droni possano aiutare in questa emergenza, anche adesso che pare essere ‘troppo tardi’ a detta di molti, ne parleremo più dettagliatamente a breve in un apposito articolo.

Una App per prevenire le malattie

Pensereste mai che una cosa ‘banale’ e quotidiana come una App per smartphone e talbet possa aiutare un agronomo o un’agronoma 2.0 a prevedere le possibili infezioni delle sue coltivazioni? Difficile da credere, ma non se si pensa che molte ‘banali’ App sono il frutto di ricerche e studi che durano anni.
E per la precisione sono durate 20 anni le indagini e le raccolte dati che il Cnr, con il suo Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) di Torino, ha messo a disposizione dei ricercatori della Pennsilvanya. Il tutto per realizzare un’App che indicherà quando e come seminare nei campi anche per intervenire e combattere le più frequenti malattie dei cereali, sulla base di vari parametri come temperatura, umidità dell’aria attuale e prevista, qualità del terreno e previsioni meteo a lunga scadenza.
La App è al momento in fase di sperimentazione da diverse aziende tra cui la ZedX.

Anche su questa vi terremo informati!

Segnalateci altre sperimentazioni o strumenti che servono ad ascoltare la terra e il pianeta, prima di decidere come nutrirlo o curarlo.

 

 

 

Metodi tecnologici ultra moderni per fare qualcosa di molto antico: ascoltare la terra. E assecondarla.

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