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Nov

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Mille ottime annate: i 3 motivi del ritorno alle coltivazioni.

Come l’utilizzo dei multicotteri permetterà di migliorare la qualità del vino e dei prodotti della terra.

Da diversi anni si è notata una forte tendenza dei giovani a tornare alla campagna e al lavoro della terra. Solo un’analisi superficiale può far pensare che questo dipenda dalla crisi economica e dalla crisi del terziario.
In realtà gli under 45 che investono nel campo dell’agronomia e dell’enologia sono spinti principalmente da tre fattori:

1 – la comprensione che il reddito si crea dalla produzione di beni, senza i quali i servizi (e quindi il terziario) diventano inutili;
2 – maggiore conoscenza del quarto settore e del mondo della comunicazione (o comunque della necessità di investire in questa direzione)
3 –  maggiore consapevolezza delle potenzialità del settore primario alla luce delle nuove tecnologie.

A proposito di queste ultime, non è un caso che più del 20% dei giovani imprenditori del settore agricolo o enologico non sia composto da agronomi ma da economisti e ingegneri. Infatti chi studia, conosce e segue le velocissime evoluzioni tecnologiche è al passo con il loro potenziale di reddito.

th (2)Insieme ai nuovi software per il monitoraggio della qualità dei raccolti, anche i droni per uso civile fanno parte di quelle tecnologie che nei prossimi anni aiuteranno nella produzione agricola e in particolare nella raccolta dell’uva per la vendemmia e la produzione di vino.

Che cosa c’entrano i multicotteri con la produzione di vino?

Non tutte le aree delle piantagioni sono esposte allo stesso modo a sole e vento, soprattutto se stiamo parlando di grandi appezzamenti. Quindi, in primis, attraverso l’utilizzo di un drone collegato ad una telecamera a infrarossi in grado di effettuare riprese di dettaglio, è possibile rilevare direttamente le aree del terreno e quindi delle viti in cui è necessaria una maggiore irrigazione.

Lo stesso discorso vale per l’identificazione di agenti parassitari, piccole o grandi situazioni di malessere delle piante (nel caso delle viti, ad esempio, una diversa intensità di colore nelle foglie può essere spia di una carente irrigazione o della presenza di batteri dannosi, sui quali è possibile intervenire in maniera mirata e non ‘a pioggia’, come in passato).

Tutto questo incide sia sul risparmio nell’acquisto di pesticidi e in consumo idrico, sia nella migliore qualità del prodotto finale, meno stressato e modificato.

Inoltre, l’utilizzo di multicotteri in aree agricole è sottoposto a meno vincoli nella normativa ENAC. Un po’ come dire che i droni devono servire prima allo sviluppo economico e poi, in secondo luogo, a hobby e divertimento.

Nei prossimi dieci anni, ogni volta che bevi un buon calice, fai un brindisi anche ai multicotteri e a chi investe in queste nuove tecnologie!.

 

 

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