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Mag

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Raccontare il design dall’alto: ecco perché funziona

Non è più solo una scelta delle migliori riviste che si occupano di design di interni o di real estate. Adesso sono anche i privati, i piccoli gestori e le piccole società che devono promuovere immobili ad utilizzare sempre di più lo specifico del visual story telling dall’alto per proporre ad un pubblico sempre più vasto ed esigente i propri prodotti, nella fattispecie case in vendita, ville nel verde in affitto per periodi lunghi, brevi e medi e persino (direi soprattutto) il garden design, sul quale presto dedicheremo un intero articolo.

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Ci sono molteplici motivi per i quali la narrazione dall’alto del design abitativo sta vivendo un enorme successo, portando anche i gestori e possessori degli immobili all’aumento di clienti e popolarità.

Cercheremo di riassumere in 3 punti il motivo di questo successo:

interior des

#1 – Visione e percezione di insieme

Non è solo una questione di ‘panoramica’ e visuale più chiara di un contesto.
La narrazione dall’alto, soprattutto se in video, dà emozioni percettive più forti di quella statica. Per chi fa la foto o monta il video è più facile lavorare sui colori in post produzione, senza alterare l’essenza del paesaggio, dell’immobile e dell’arredamento.
In alcuni casi basa anche solo una visuale sopraelevata data da una posizione favorevole, da un treppiedi o da un palo telescopico, per avere un assetto più dinamico e interessante da guardare.

design dall alto

#2 – Visione prolungata

Un’immagine prospettica, che magari sappia anche trasmettere un senso di vertigine, prolunga il tempo medio dello spettatore nell’osservare l’immagine.
E’ dimostrato che il tempo medio di visione di un video con riprese aeree così come una foto aerea (non importa se di interior design o di esterni) è più lungo del 30% rispetto all’osservazione di un video comune. Ovviamente più il video è fatto ad arte, meglio è.

#3 – Fattore artistico e regia.

Per fare un buon video o una buona foto aerea però non basta un piano di appoggio alto o uno strumento ad hoc. Almeno se vogliamo che lo spettatore osservi più a lungo il nostro video/foto e quindi il prodotto che vogliamo promuovere.

Infatti ciò che serve è anche una buona regia. Il fotografo o il designer diventa una sorta di regista e, per il visual story telling ad alta quota, deve coinvolgere e motivare lo spettatore. Per farlo ha bisogno di operatori esperti e in grado di seguire le indicazioni date dallo ‘story teller’. Coloro che sono in grado di svolgere alla perfezione questo compito tecnico non sono veri e propri fotografi bensì i dronisti o operatori SAPR.

Invece spesso il fotografo è il regista, appunto. Colui o cole che decide le angolazioni, le inquadrature, l’intensità e i colori di una scena indipendentemente dalla sua capacità (e possibilità legale) di pilotare un drone.
Per questo molti fotografi/registi cercano dei ‘tecnici’ che possano seguire le loro indicazioni in maniera operativa, dando supporto e al contempo seguendo le indicazioni date. Per trovare un buon dronista esistono diversi metodi e recentemente ne è nato uno on line. (Noi non abbiamo ancora avuto modo di sperimentarlo: se lo provate, fateci sapere cosa ne pensate) .

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