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Nov

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Regole sull’uso dei droni: 7 paesi a confronto

Credete sia troppo complicato lavorare con un drone o far volare un multicottero in Italia? Guardate un po’ le altre normative…

Spesso chi si occupa di dronotica e chi usa o vorrebbe usare un multicottero per fini professionali, pensa che le regole dell’Enac siano restrittive e limitanti.
Ma cosa succede negli altri paesi?

Ecco alcuni brevissimi esempi delle regole da seguire in Usa e Europa:

cinema dall'alto USA

Negli Stati Uniti è proibito usare multicotteri per uso commerciale o professionale, ad eccezione dell’industria cinematografica, che con gli appositi patentini e le dovute licenze, può effettuare riprese.
Ma è bene dire che al momento, in tutti gli Stati Uniti, sono solo 6 gli enti privati legati alle case di produzione cinematografica, che hanno il permesso di operare.
Al momento la sola promessa del FAA ( Federal Aviation Administration) è di emanare un aggiornamento della normativa nel settembre 2015. Gli operatori del settore negli USA dovranno pazientare ancora un po’, correndo il rischio di perdere importanti quote di un mercato in veloce espansione.

Europa

Anche l’Europa ha paesi che regolamentano la dronotica in modo particolarmente restrittivo, come nel caso dei Paesi Bassi; qui è vietato usare droni per fini commerciali o professionali, a meno che non si chiedano dei permessi speciali. Tali esenzioni vanno chieste all’ispettorato ai trasporti e all’ambiente (ILT o ILENT). Ogni pilota deve essere accompagnato da un co-pilota o aiutante, il quale però non deve dare tutte le certificazioni di competenza richieste invece al primo.

In Europa, la normativa più simile a quella dell’Enac la troviamo in Repubblica Ceca: qui, per uso commerciale e professionale è necessario avere una licenza apposita sia per il velivolo che per il pilota e il costruttore.
Non è consentito volare su assembramenti di persone se non seguendo apposite procedure, abbastanza lunghe, e chiedendo permessi speciali all’Ente preposto.

Aerialclick gaetanocosimo massari regole EnacAustria
La legislazione austriaca sull’uso dei droni è una delle più dettagliate e complesse, ma anche più complete al mondo.
La legge distingue 4 tipo di zona: natura aperta, spazi con poche abitazioni poco popolate (cascine, fattorie), aree con poche abitazioni densamente popolate, aree con molte abitazioni densamente popolate (zone urbane). Ogni area ha limitazioni diverse per il peso del velivolo consentito, per il tipo di permessi da chiedere e, nel caso delle ultime due aree più delicate, patentini speciali per i piloti e per il multicottero stesso. Per evere i permessi bisogna frequentare anche dei corsi sulla giurisprudenza in merito. I costi per la certificazione girano intorno ai 1000 euro.

Francia
Anche la legge francese definisce 4 diverse aree di volo, ma in aggiunta fa una distinzione per 7 diverse tipologie di velivolo: A e B, entrambe per uso hobbistico, a seconda che siano superiori o inferiori a 25kg. C, D, E, per uso professionale di tipo video-fotografico (A e B non sono autorizzate a fare foto o video), divisi per tipologie di peso e motore e infine F e G, per uso scientifico e di ricerca a seconda che siano superiori o inferiri a 150kg.
Ci sono anche delle distinzioni, e diverse regole, per la tipologia di pilotaggio (a vista, non a vista, da camera di controllo remota). Per uso commerciale, inoltre, il pilota deve essere residente in Francia.
In Germania non esiste un unico ente nazionale che regolamenta e concede i permessi in tutto il Paese. Per voli di tipo commerciale o comunque non hobbistico bisogna richiedere un permesso speciale all’autorità locale competente. La polizia locale deve essere informata di ogni operazione di volo.

Drone Quadricottero Black Hunter 4In Norvegia è invece necessario ottenere due permessi diversi per scopi professionali: quello per effettuare foto o video (da chiedere al National Security Authority) e un permesso/patentino per gli RPAS, da chiedere al corrispettivo Norvegese dell’Enac (ACC); l’ottenimento di questo patentino richiede almeno 6 mesi di tempo e la richiesta va accompagnata da un manuale di funzionamento del drone da utilizzare.
Nel caso dell’utilizzo per fini fotografici, è necessario chiedere un permesso all’utorità sulla sicurezza nazionale (NSM). Queste regole si applicano sia per scopi commerciali che hobbistici.

Daremo presto dettagli in più sulle normative in altri Paesi.

Forse in alcuni casi le leggi sono complesse e restrittive, ma c’è chi pensa che sia meglio avere una normativa composita ma chiara che un far west legislativo in perenne evoluzione.
E tu, cosa ne pensi?

NB. Tutte le normative sono spesso sottoposte a modifiche e aggiornamenti. Se conosci aggiornamenti non indicati nell’articolo, segnalaceli pure nei commenti o per e-mail. L’informazione è condivisione.
Grazie!

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