Consegne con i droni: siamo alla svolta?

ago 4, 2016

Consegne di medicinali e sangue con i droni: una realtà già esistente. Ma come la mettiamo con la legge?

I droni per uso civile sono un tool ormai indispensabile e quindi di sempre maggior utilizzo per le forze dell'ordine e per la protezione civile. La velocità con cui è possibile scovare i nascondigli del narcotraffico, identificare esplosivi in aree a rischio, rilevare corpi in vita sotto le macerie rendono gli APR professionali irrinunciabili e non più in discussione.

Adesso siamo alle porte delle attesissime implementazioni della dronotica anche nel campo della consegna di beni.

Della possibilità di utilizzare i droni per "consegnare beni" se ne è già parlato in maniera approfondita, soprattutto per via dell'interesse dei colossi Amazon e Google nella consegna dei pacchi con i droni, risparmiando manodopera e costi umani.

Ma se l'ossessione di tagliare tutti i costi a qualunque costo è stata a buon diritto interrotta dai regolamenti nazionali per la sicurezza, i governi devono adesso reinserire in agenda il dibattito sulle consegne fatte con i droni adesso che i beni da consegnare sono proprio la salute e la sicurezza.

Negli scorsi giorni la startup americana Zipline ha sperimentato la prima consegna di sangue per ospedali siti in zone remote degli Stai Uniti, dopo un passato esperimento - andato a buon fine - di consegna di medicinali in zone remote del Rwanda fatta proprio con i droni.

Negli Stati Uniti, dove le disparità nel sistema di assistenza sanitaria sono notevoli per questioni economiche e geografiche, alcune zone remote come il Maryland, il Nevada, lo stato di Washington e diverse riserve di nativi restano spesso scoperte non solo di rifornimenti di medicinali ma anche di sangue, che serve con urgenza quando si tratta di salvare velocemente vite umane.

La principale difficoltà e differenza tra Stati Uniti e zone remote dell'Africa è, paradossalmente, proprio la normativa per la sicurezza nazionale: in Africa non ci sono o sono comunque poche e approssimative, per questo ci sono meno vincoli nella consegna di beni primari anche a mezzo droni.
Gli USA hanno lo stesso problema dell'Europa e ovviamente dell'Italia: una normativa molto restrittiva cui bisogna trovare deroghe almeno per i casi di prima necessità e urgenza.

Quali sono le implementazioni e stime nel futuro immediato?

La CAA (Civil Aviation Authority) americana sta valutando come ovviare agli ostacoli normativi per il bene superiore della salute.

L'uso di droni per scopi medici è stato a lungo atteso e dopo anni di dibattito il decollo sembra imminente, diciamo anche inevitabile.

Già nel mese di giugno, la Johns Hopkins School of Medicine ha testato le performance di un drone per il trasporto di rifornimenti medici a Cape May, New Jersey. Nel frattempo, Microsoft ha fatto uso di droni per cercare e debellare le zanzare infette dal virus Zika nell'area di Houston.

Non è azzardato pensare che la legislazione americana e, a ruota, quella europea, possa concedere regole speciali e deroghe in aree specifiche perché i rischi per la sicurezza sono minori (centri non eccessivamente popolati e pochi impianti) o perché l'emergenza sanitaria è causa di forza maggiore (un po' come avviene già adesso per le aree soggette a disastri ambientali).

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E come si fa con la sicurezza?

Le aziende produttrici di droni e programmatrici di software stanno rapidamente sviluppando e implementando le tecnologie di geo fencing e anti collisione, già esistenti ma che a breve, con ulteriori migliorie, renderanno i droni sempre più sicuri, consentendo, si spera, qualche allargamento nella maglia legislativa sull'uso di APR.

Di recente abbiamo provato, ad esempio, i sentori anti collisione, il geo fencing e molti altri dispositivi di sicurezza di Yuneec Thyphoon H . Dai un'occhiata all'articolo e al video review. 

Tu che cosa ne pensi? Credi che la normativa dovrebbe avere maglie più larghe per la consegna dei beni in generale e/o dei prodotti medicali?

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